CON MONNYB LA CUCINA HA IL COLORE DELLA PASSIONE

Mensile di riferimento: 

Per tutti è MonnyB. Per chi ogni giorno la segue su Rete 4 ne “Le ricette all’italiana” e per quanti hanno imparato ad appassionarsi al cibo grazie ai suoi consigli seminati in numerosi programmi televisivi, libri e web. Dietro al soprannome di MonnyB c’è Monica Brenna, torinese, super appassionata di tutto ciò che è gusto e mossa da una carica vitale rosso fuoco. Lo stesso colore dei suoi capelli che sono diventati l’icona di una cucina autentica, veloce e sana. A lei si ispirano le donne che nel vortice degli impegni famiglia-lavoro non rinunciano ai piaceri della buona tavola. Seguendo i suoi suggerimenti si sfornano i piatti della tradizione senza impazzire in preparazioni laboriose e soprattutto, facendo sempre centro.   
Qual è il tuo primissimo ricordo legato alla cucina? “Devo la passione per i fornelli alla parte femminile della mia famiglia. Fin da piccolina, seduta sul seggiolone, amavo seguire mia nonna e mia mamma mentre preparavano una torta di frutta, tipica di casa nostra. Ero letteralmente ammaliata da quei gesti. A quattro anni mia nonna, di origini mantovane, per tenermi buona mi coinvolgeva nella preparazione degli gnocchi. Era un gioco ma anche un momento magico: gli ingredienti, mischiandosi prendevano forma fino a diventare un piatto buonissimo da mangiare. La cucina è rimasta una costante di tutta la mia vita, un occasione per scaricare le ansie e le emozioni positive. Resta bel momento da condividere”.
Quando è diventata una professione? “Negli anni Novanta, con l’esperienza televisiva come autrice a RaiSat. Il mio direttore, persona dotata di una grande cultura, anche gastronomica, mi chiese di raccontare in video la vita delle donne. Sono partita con l’obiettivo di rompere quel pregiudizio diffuso in quegli anni che voleva che le donne della mia generazione fossero brave solo a cucinare risotti confezionati o cibi surgelati. Ho dimostrato che in poco tempo siamo capaci di preparare un pasto completo e creativo”.
Ricordi il primo piatto che hai realizzato davanti alle telecamere? “Sì. Ero agitatissima: sono andata sul sicuro con dei maltagliati alla mantovana con zucca e salsiccia. Una ricetta di famiglia. Anche oggi quando si accendono le luci delle telecamere un filo di emozione mi accompagna sempre”.  
Da ottobre sei in tv con la nuova serie “Le ricette all’italiana” su Rete 4. Quali sorprese avete preparato? “È una trasmissione itinerante: ogni puntata Davide Mengacci visita una piazza diversa, presentando la cucina caratteristica del posto e le curiosità legate al luogo. Ho un spazio di 10 minuti in cui creo delle ricette utilizzando dei prodotti locali. Presento anche un piatto di un telespettatore, aggiungendoci qualcosa di mio. Da anni ormai ogni settimana mi arrivano tantissime ricette, grazie a un pubblico che mi segue con affetto. Lo spazio termina con i Monnyconsigli, dei piccoli suggerimenti per ottimizzare il tempo in cucina, conservare il cibo o preparare dei gustosi manicaretti utilizzando gli avanzi del giorno prima”.
Maurizio Costanzo ti ha definita la “tuttologa della tavola”. Perché? “Perché mi è sempre piaciuto approfondire ogni aspetto del mondo del cibo. Durante le trasmissioni Costanzo mi faceva un sacco di domande e io per non farmi trovare impreparata, studiavo, approfondivo, facevo ricerche”.  
La cucina è sempre più legata al web. Quante ricette sono disponibili sul tuo sito www.monnyb.com? “Più di mille ma da quest’anno vogliamo privilegiare l’aspetto informativo, far riflettere le persone sull’importanza di una corretta alimentazione, mostrare che anche con un budget contenuto si possono preparare dei piatti buoni e fantasiosi”.   
State lavorando a qualche nuovo progetto da lanciare sul web? “A breve pubblicheremo dei video, ironici, legati al rapporto donne e cibo. Racconto ad esempio di come la spesa diventi un momento di sport, una palestra all’aperto dove i pesi sono sostituiti dalle sporte del mercato. Con Candy lanceremo un’app per cucinare dei manicaretti con il forno microonde risparmiando tempo”.
Cosa non può mancare nella tua dispensa? “Spaghetti, pomodoro e cioccolato. Sono golosa”.
Il piatto del cuore? “Le tagliatelle. Per me preparare la pasta fresca è una sorta di cucina-terapia. Quando mia figlia era adolescente, e alle volte i rapporti erano un po’ tesi, cucinando assieme i silenzi si stemperavano. Lentamente iniziava a confidarsi e superavamo i momenti difficili. Spesso a casa venivano le sue amiche e secondo quello che cucinavano capivo che situazione stavano vivendo: se in forno c’erano dei dolci c’era aria di crisi d’amore mentre se bolliva l’acqua per la pasta c’era voglia di far festa. Anche oggi che Francesca è ormai cresciuta le sue amiche mi contattano su Facebook per chiedermi se possono venire a far merenda. È il bello del cibo, un formidabile connettore di rapporti umani”.
Immagino che la tua cucina sia extra large. “Mi sono regalata una grande cucina dotata di isola per i miei quarant’anni. Ma ho sempre cucinato e continuo a trovarmi a mio agio in piccoli spazi”.
Il piatto della tradizione culinaria torinese che ami di più? “Il bagnetto verde, adoro i sapori piccantini”.
Per la spesa privilegi la grande distribuzione, il mercato rionale o la bottega sotto casa? “Preferisco il mercato rionale, frequento soprattutto Porta Palazzo e i banchi di corso Racconigi, e i piccoli negozi. Mi piace andare dal pescivendolo, dal macellaio, dal panettiere e soprattutto farmi consigliare. Amo i rapporti umani che si creano, ascoltare cosa suggeriscono le altre signore presenti. Alle volte nascono così delle ricette sorprendenti. Al supermercato si rischia di comprare più prodotti rispetto a quelli che servono e di sprecarli”.
Un ingrediente che adori utilizzare? “Ho un debole per le spezie e il cioccolato”.
Un prodotto che hai scoperto da poco? “Lo zenzero ora diventato di uso comune”.
L’elettrodomestico di cui non puoi fare a meno? “Un piccolo frullatore a immersione. Tra gli elettrodomestici abbiamo dimostrato che si può cucinare utilizzando anche la lavastoviglie, sfruttandone il vapore”.
La cucina etnica che preferisci? “Non sono una grande esperta di cucina etnica. Mi piace andare in un ristorantino thai vicino all’ufficio e ho un debole per i piatti indiani, per quel mix di sapori”.
Suggeriscici come preparare un menù completo con 10 euro. “Fondamentale è prepararsi un biglietto della spesa con ben segnati tutti gli ingredienti da acquistare. In questo modo non si sprecano soldi. Si potrebbe preparare un tacchino ripieno con scalogno, funghi secchi e pomodoro e utilizzare le medesime materie prime come sugo per la pasta. Così facendo ottimizziamo i nostri soldi”.
In autunno quali novità arriveranno? “Il 5 novembre aprirò la mia casa-laboratorio, sarà un modo per stare assieme parlando di cibo. Ci saranno degli incontri dedicati alla gestione del tempo in cucina, su come trasformare il balcone in un orto, sulla tecnologia a supporto della tradizione, sui trucchi, consigli e metodi per fare la spesa e gestire il frigo e la dispensa, evitando gli sprechi. Abbiamo pensato anche a uno speciale addio al nubilato: la futura sposa con le sue amiche possono passare una giornata nella mia casa-laboratorio, divertendosi a imparare il vademecum della perfetta casalinga, preparando la prima cena per i suoceri, i piatti per alzare la temperatura della passione e quegli per fargliela pagare se non fa il bravo. Il sabato è invece dedicato ai bambini, il cibo diventa protagonista di storie divertenti e istruttive. I piccoli possono inoltre cucinare con i genitori e iniziare a conoscere e apprezzare quei prodotti che a casa non amano particolarmente”. 

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